Messaggio agli anziani dai Giovani per la Pace

In questo momento difficile, i Giovani per la Pace mandano un messaggio a tutti gli anziani della nostra città.
Grazie al progetto “Viva gli anziani” è attivo un numero per tutti coloro che hanno bisogno di sostegno o anche semplice amicizia.

Allora, chiamateci!
A casa si, da soli no!

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La solidarietà a Genova ai tempi del coronavirus

“Mi sento molto sola, grazie per la vostra telefonata, ora mi sembra di stare meglio! Davvero mi serve un ramo a cui attaccarmi!”
Wanda, 86 anni, è una dei 1500 anziani con cui – a Genova – ci siamo messi in contatto. In questo tempo di solitudine forzata e paura, vogliamo offrire sostegno a chi vive in condizioni di fragilità.
Ognuno di loro ha ricevuto la nostra lettera contenente le misure di prevenzione per evitare il contagio e un numero attivo da poter contattare in qualsiasi momento per ricevere aiuto: una parola che spezzi l’isolamento, una presenza capace di ascoltare, la possibilità di ricevere indicazioni in caso di bisogno e di ricevere a casa la spesa.
Le parole di Wanda ci ricordano di non dimenticare chi, in questo periodo di emergenza, è più esposto ai rischi del virus e alla solitudine.

come Sant'Egidio continua ad aiutare chi a bisogno anche durante l'emergenza coronavirus
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Annullato il concerto per la Pace

Facendo riferimento al Dpcm 4 marzo 2020, in particolare all’Art. 1 (Misure per il contrasto e il contenimento sull’intero territorio nazionale del diffondersi del virus COVID-19), punto 1.b. (“sono  sospese le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura, ivi inclusi quelli cinematografici e teatrali, svolti in ogni luogo, sia pubblico che privato, che comportano affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro”), il Teatro Carlo Felice ha annullato tutte le manifestazioni pubbliche previste all’interno dei propri spazi, all’Auditorium E.Montale e al Teatro della Gioventù, dalla data di adozione del suddetto decreto (4 marzo 2020) fino al 3 aprile 2020, data di cessazione dei suoi effetti, come indicato all’Art. 4 (Disposizioni finali), punto 1. Alleghiamo comunicato stampa del Teatro Carlo Felice.

Di conseguenza a tale decreto, è annullato anche il Concerto per la Pace, organizzato e promosso dalla Comunità di Sant’Egidio Liguria e che avrebbe dovuto svolgersi il 23 marzo p.v. al Teatro Carlo Felice.

Di comune accordo con il Sovrintendente del Teatro Carlo Felice e con il suo staff la Comunità di Sant’Egidio sta lavorando in vista di una possibile riprogrammazione del Concerto nel secondo semestre del 2020, non appena sarà possibile al Teatro e alla Filarmonica della Scala verificare il proprio calendario spettacoli al fine di trovare una nuova data per l’evento. Sant’Egidio ringrazia sinceramente il Teatro Carlo Felice per la proficua collaborazione, la Regione Liguria, il Comune di Genova, tutte le aziende sostenitrici e i tanti che hanno supportato l’iniziativa, augurandoci che rinnovino la loro fiducia in attesa di conoscere la nuova data del Concerto.

I possessori del biglietto potranno richiedere il rimborso secondo tempi e modalità che verranno resi noti al più presto, non appena il Teatro Carlo Felice le comunicherà.

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In ricordo di Pietro

Il mondo di chi abita per strada ci appare come qualcosa di estraneo, lontano dalla vita della nostra città, dallo sguardo dei passati. Eppure a Genova le persone senza dimora sono tante, Sant’Egidio ne segue attualmente 200 nel servizio serale presso le stazioni e nei luoghi dove trascorrono le notti. I volontari si fermano, portano i panini e le coperte, offrono la loro amicizia. Negli anni, sull’onda di questa esperienza, è nata una rete di solidarietà per sostenere l’estrema debolezza dei senza dimora. I più fragili, cioè chi abita per strada da più tempo, hanno ormai perso il sostegno di amici e familiari e sono drammaticamente esposti ai problemi che il vivere precario comporta: il freddo, la dipendenza da alcool e droghe e la solitudine accorciano l’aspettativa di vita dei senza dimora a meno di cinquant’anni. Negli ultimi 20 anni sono oltre 150 le persone morte per la durezza della vita in strada. Sant’Egidio desidera ogni anno ricordare i loro nomi nella messa “in ricordo di Pietro” presso la basilica dell’Annunziata. Domenica 23 febbraio circa cinquecento persone tra volontari ed appartenenti al mondo della solidarietà si sono stretti attorno a chi vive per strada in occasione dell’anniversario della morte di Pietro Magliocco, una delle prime persone conosciute da Sant’Egidio durante il servizio serale. Dormiva alla stazione di Sampierdarena: malato di polmonite, è morto la notte del suo ricovero in ospedale, l’11 febbraio 1993. Aveva 57 anni.

Al termine della messa Sant’Egidio ha organizzato un grande pranzo insieme ai senza dimora a cui hanno partecipato circa 200 persone. A servire ai tavoli, con i volontari che abitualmente aiutano alla mensa di via delle Fontane, c’erano una trentina di studenti delle superiori e dell’università. In un clima sereno e familiare tante persone che vivono per strada hanno trovato ristoro e compagnia nei locali della basilica. Ogni persona al tavolo porta con sé una storia che non è estranea a Sant’Egidio, sono amici di breve e lunga data e si mescolano ai volontari che siedono insieme a loro. In questo spirito fraterno, come dice papa Francesco, “chi aiuta si confonde con chi è aiutato, in una tensione che diviene un abbraccio. E il protagonista è l’abbraccio”. Un mondo lontano di invisibili è riportato al centro della vita della nostra città.

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