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Liturgia in memoria di Pietro e di quanti hanno perso la vita in strada
Nel cuore di Genova, nella basilica della Ss. Annunziata del Vastato, abbiamo ricordato i nostri amici senza dimora che ci hanno lasciato.
Nel 2025 sono sette le persone morte a causa della durezza della vita in strada. Durante la celebrazione della Comunità di Sant’Egidio, presieduta da don Maurizio Scala e padre Nicola Gay, abbiamo pronunciato uno ad uno i loro nomi. Per ciascuno, una candela accesa. Per ciascuno, una storia. Per ciascuno, un’amicizia che continua.
“Il loro nome è il nome di Gesù” ci è stato ricordato nell’omelia. Accanto a loro abbiamo compreso meglio anche il senso della nostra vita: spenderla nell’amore, senza lasciarci avvelenare dall’inimicizia, ritessendo il tessuto umano delle periferie perché non esista più un mondo a parte.
Il primo nome è stato quello di Pietro Magliocco, morto l’11 febbraio 1993 dopo aver dormito per giorni malato nella stazione di Sampierdarena. L’ultimo quello di Mauro, che si è spento il 13 febbraio scorso a 72 anni. Li affidiamo alla memoria grata di una comunità che non dimentica.
Attorno alla memoria di Pietro è cresciuto negli anni un movimento di solidarietà che coinvolge oggi circa 200 volontari: ogni sera portiamo cibo, bevande calde, coperte, ma soprattutto ascolto e amicizia. E insieme cerchiamo strade nuove perché chi vive per strada possa lasciarla.
A Genova sono ancora oltre 100 le persone senza dimora. Continuiamo a camminare con loro, per riaffermare diritti, dignità e speranza. Perché nessuno sia invisibile. 🕯️
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