CALDO E SOLITUDINE: A GENOVA UNA RETE DI PROSSIMITÀ PER PROTEGGERE GLI ANZIANI
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Il progetto Viva gli Anziani e le Convivenze Solidali come risposta all’isolamento - appello all’attenzione verso vicini e parenti

Genova, 15 luglio 2026 – Il caldo estremo di questa estate conferma quanto le ondate di calore siano ormai un rischio strutturale per la popolazione più fragile, in particolare per gli anziani. Nella città più anziana d’Italia, la Comunità di Sant’Egidio richiama l’attenzione sulla necessità di rafforzare una rete di prossimità capace di prevenire isolamento, emergenze sanitarie e fragilità sociali.

A Genova gli over 65 sono oltre 160.000, circa il 29% della popolazione; più di un terzo vive da solo e la percentuale cresce oltre i 70 anni. A livello nazionale, oltre un milione di anziani dichiara di non avere nessuno su cui contare in caso di bisogno. La solitudine, sottolinea Sant’Egidio, non è solo una condizione relazionale: incide sulla possibilità di curarsi, alimentarsi correttamente e chiedere aiuto in tempo.
“Non dobbiamo limitarci a curare la fragilità quando esplode: dobbiamo prevenirla costruendo reti di sostegno, servizi di prossimità e nuove forme dell’abitare. La lotta alla solitudine deve diventare una responsabilità condivisa dell’intera comunità”, dichiara Andrea Chiappori, responsabile della Comunità di Sant’Egidio in Liguria.

Per questo Sant’Egidio promuove anche a Genova il Programma Viva gli Anziani!, che raggiunge oltre 5.500 persone, attraverso monitoraggio, telefonate, visite e una rete che coinvolge volontari, vicini, medici di medicina generale, farmacisti, commercianti e assistenti familiari.
Accanto a questo intervento, la Comunità indica nelle Convivenze Solidali una risposta concreta all’isolamento: appartamenti ordinari, inseriti nei quartieri, dove piccoli gruppi di anziani condividono la quotidianità e si sostengono a vicenda, accompagnati da volontari, vicini e servizi del territorio. Un modello che può continuare ad accompagnare le persone anche quando subentrano condizioni di fragilità.

“È un modello innovativo e replicabile, in cui ogni anziano contribuisce con le sue possibilità e riceve secondo i propri bisogni. Per questo chiediamo che le Convivenze
Solidali vengano prese in considerazione e sostenute anche dalle istituzioni come nuova risposta alla solitudine, alla fragilità abitativa e al rischio di istituzionalizzazione”, aggiunge Chiappori.
Sant’Egidio rivolge infine un appello a tutti i genovesi perché la responsabilità della cura dei più fragili sia condivisa: prestare attenzione agli anziani del proprio condominio o quartiere può contribuire a salvare vite. Anche gesti semplici — una telefonata, una visita, un aiuto per la spesa, un consiglio nelle ore più calde — possono fare la differenza e contribuire a rendere la città più sicura e accogliente per tutti.
Scarica l'appello e i consigli utili:
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