- maolla81
- 14 lug 2025
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“Noi, bambini e bambine delle Scuole della Pace della Comunità di Sant’Egidio di Genova, in questi giorni insieme abbiamo ascoltato la storia di Floribert. Da lui abbiamo capito che, anche quando sembra impossibile, esiste sempre un altro modo: per aprire le mani per aiutare, invece di chiuderle per colpire, pensare prima agli altri, invece che solo a noi stessi, ascoltare invece di gridare, scegliere il bene, anche quando sembra difficile, stare vicino a chi è solo, invece di lasciarlo indietro. C’é sempre un altro modo alla violenza, all’odio e alla guerra”. Con queste parole si apre l’appello di pace scritto dai bambini e dai ragazzi delle Scuole della Pace di Genova, che, nei giorni di vacanza trascorsi insieme in montagna e sul lago d’Iseo, hanno riflettuto sull’esempio e la testimonianza di Floribert Bwana Chui.
Sono oltre 200 i bambini e ragazzi delle periferie genovesi, che, accompagnati da 70 liceali, universitari e giovani lavoratori, hanno preso parte nei mesi di giugno e luglio ai soggiorni solidali della Comunità di Sant’Egidio. Un tempo all’insegna del gioco, dell’amicizia e del vivere insieme in una casa bella e grande che, come ha detto V., del quartiere del Cep, “anche se non é la mia, ormai lo é diventata”. Una risposta al vuoto e all’abbandono che molti piccoli, specialmente i più poveri, sperimentano in città nei mesi estivi. Attraverso l’esempio di Floribert, i bambini e ragazzi hanno scoperto che anche in contesti difficili come quelli di periferia, é possibile compiere scelte coraggiose per dire no alla violenza e costruire la pace.
Le attività della Scuola della Pace continueranno durante tutta l’estate con la Summer School in città.
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