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AL CEP UN MURALES PER RIPARTIRE DOPO LA PANDEMIA

Aggiornamento: ott 5



Inaugurato ieri dai ragazzi della Scuola della Pace e dell'I.C. Voltri 2“La città comincia in periferia” si chiama così il murales che è stato inaugurato ieri dai ragazzi della Scuola della Pace della Comunità di Sant’Egidio al Cep di Pra’.Posizionato accanto alla fermata dell’autobus della plesso di quartiere dell’Istituto Comprensivo Voltri 2,il graffito rappresenta una mamma che allaccia la scarpa al suo bambino, prima di lasciarlo incamminare verso la sua scuola. «E' un graffito che parla di futuro – spiega Matteo Ballostro, l’artista che ha coordinato il lavoro dei ragazzi della Scuola della Pace di Sant’Egidio – un futuro che si costruisce stringendo legami. Ma è anche un omaggio a questo quartiere dove abitano tante donne sole che nel silenzio portano avanti le loro famiglie. Sono storie che non si leggono sui giornali: da oggi qualcuno le leggerà su questo muro» L’opera collettiva, che significativamente è collocata sul muro di fronte ad un'altra opera d’arte murale, il graffito “Mater”, è nata all’interno dell’iniziativa “Non sono un murales –Segni di comunità” ed ha visto collaborare l’Istituto Comprensivo Voltri2 e la Comunità di Sant’Egidio, da anni impegnati nel sostegno dei bambini e degli adolescenti del quartiere. In particolare, dal settembre 2021 Sant’Egidio e la scuola promuovono il progetto “Give teens a chance. La scuola al centro della periferia” per il contrasto della dispersione scolastica e dell’isolamento sociale degli adolescenti del quartiere che ha rilanciato un modello di scuola innovativo, aperta sei giorni su sette, tutto l’anno. Una scuola che “va a cercare” i ragazzi più in difficoltà.  Il 1° ottobre 2021 si è tenuto “Non sono un murales – Segni di comunità”: un evento diffuso in 120 luoghi d’Italia, che ha visto coinvolte diverse comunità nella realizzazione di un’opera d’arte corale. Promosso da Acri, l’evento si è tenuto in occasione della nona Giornata europea delle fondazioni. In questi giorni, infatti, circa 1.000 tra bambini, ragazzi, artisti, insegnanti, detenuti, persone disabili, migranti sono coinvolti in percorsi guidati per realizzare un murales, reinterpretando in chiave personale uno stencil creato per l’occasione dallo street artist LDB. Gli interventi verranno eseguiti in tanti luoghi diversi: scuole, ludoteche, centri di aggregazione in quartieri difficili, beni confiscati alla criminalità e riconvertiti in attività comunitarie, strutture per l’inserimento lavorativo dei disabili, parchi e tanto altro. Si tratta di testimonianze delle storie e dei luoghi in cui, grazie alla “messa in rete” di organizzazioni del Terzo settore e Istituzioni, si realizza l’attività quotidiana delle Fondazioni: attivare le comunità per prendersi cura del territorio, dei giovani e dei soggetti più fragili, innescando percorsi di partecipazione e di solidarietà che aiutino a ripartire, tutti insieme. L’Impresa Sociale Con i Bambini e la Fondazione Con il Sud hanno aderito all’iniziativa anche quest’anno, coinvolgendo 33 progetti sostenuti da Con i Bambini impegnati a realizzare l’opera in luoghi di formazione e crescita presenti in tutta Italia: scuole, centri aggregativi, poli educativi, spazi comunali, centri parrocchiali, piazze, parchi, oratori, tutti spazi scelti simbolicamente in quanto oggetto di rigenerazione ed animazione urbana. Undici, invece, i progetti sostenuti dalla Fondazione Con Il Sud che in questi giorni realizzano il murales con il coinvolgimento della comunità nei luoghi dove è in atto il processo di cambiamento al Sud. Il 1° ottobre si sono svolti eventi di inaugurazione alla presenza di Istituzioni e dei partecipanti alla realizzazione dei murales. Il programma completo della giornata e dei luoghi in cui verranno realizzate le opere sono sul sito www.nonsonounmurales.it. L’hashtag per seguire la giornata sui social network è #nonsonounmurales. Ma non si tratta solo di murales, la Giornata del 1° ottobre ha l’obiettivo di raccontare a tutti le storie che prendono vita in questi spazi: storie di riscatto e di creatività, di aggregazione e di solidarietà, di coloro che si prendono cura della propria città e dei suoi abitanti. La pandemia da Covid-19 ha svelato alcune delle disuguaglianze che lacerano la nostra società e le ha ulteriormente aggravate. La Giornata intende essere anche l’occasione per riappropriarsi degli spazi comunitari, tornare a progettare insieme e – pur rispettando tutte le regole di sicurezza – ricominciare a condividere idee e pratiche di cura del bene comune. I murales rimarranno, come una traccia nello spazio urbano e saranno sempre abbinate a un qr code, perchiunque voglia approfondire e scoprire tante altre esperienze simili trovando tutte le informazioni sul sito dedicato. A far da capofila a tutti gli eventi sui territori Acri, insieme all’Associazione La Nuova Europa e al Comune di Ventotene, organizza un evento sull’Isola di Ventotene (Lt), nel luogo in cui ottant’anni fa Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi scrissero il loro visionario Manifesto. Qui, lo street artist LDB, che è l’autore dello stencil matrice di tutte le opere al centro della Giornata, realizzerà la sua personale versione dell’opera.