Alla Aldo Moro corsi pomeridiani e per tutta l'estate «Il riscatto del Cep»
19 gennaio 2026
CEP
Il rilancio con i volontari di Sant'Egidio
Un'operazione partita un po' sottotraccia tre anni fa che sta dando frutti preziosissimi. E che sta diventando un modello a livello nazionale. Parliamo della scuola Aldo Moro del Cep (o Ca'Nuova che dir si voglia), «che stava diventando un ghetto-spiega il dirigente dell'istituto comprensivo Pra Luca Goggi -Ma che sta rinascendo grazie all'impegno degli insegnanti e al progetto coordinato da Sant'Egidio». «Dal 2008 la Comunità è presente nel quartiere del Cep, anche all'ultimo piano dell'edificio che ospita la Aldo Moro, con le Scuole della Pace - spiega Sergio Casali, docente e portavoce della Comunità - Con i nostri centri educativi gratuiti abbiamo seguito una sessantina di ragazzi». Ma intanto la scuola soffriva: sempre più famiglie preferivano iscrivere i figli altrove per la brutta fama dell'istituto, un fenomeno noto come segregazione scolastica, con i docenti che cominciavano a rassegnarsi a una involuzione senza fine. «Abbiamo colto l'opportunità di un bando dell'impresa sociale "Per i Bambini", che ci ha permesso di progettare e che sono i nostri centri educativi gratuiti in cui seguiamo circa una sessantina di ragazzi spiega Casali - Abbiamo sviluppato la figura del facilitatore scolastico che segue gli studenti anche fuori dalla scuola, anche nelle famiglie, in coordinamento con i Servizi sociali» E piano piano si è sviluppato il miracolo: corsi montessoriani, tempo pieno anche per la scuola media e attività di ogni tipo offerte agli studenti per stimolarli, insieme al Teatro della Tosse, le associazioni Linkin Art per i lavori artistici ed Esperanto per la musica: tutte queste attività ci sono sei giorni su sette. «Il problema è che se nella famiglia media i ragazzi di solito seguono attività pomeridiane, tanto che non si sente spesso il bisogno del tempo pieno, almeno alle medie, in questo contesto di disagio socioeconomico senza questa offerta i ragazzi non potrebbero sviluppare competenze simili - spiegano Goggi e Casali - E il bello è che queste attività non si fermano a giugno o a luglio. L'estate scorsa, la scuola è stata chiusa solo cinque giorni». Grazie ai facilitatori scolastici sono stati realizzati anche affidi educativi con i bambini che vengono portati da altre famiglie al cinema o a teatro, a fare sport: i costi sono coperti dal progetto. A due anni dalla partenza, «siamo riusciti ad avere una prima media particolarmente numerosa spiega Goggi - più di tutte le prime che ho nell'istituto comprensivo. Un fatto importante anche perché siamo in un quartiere ad alta densità abitativa e l'o biettivo è evitare che i residenti del quartiere vadano ad appoggiarsi ad altri istituti scolastici, essendoci un istituto di eccellenza vicino a casa», mentre l'altro obiettivo, che in parte sta dando i primi segnali di successo, è addirittura di raccogliere studenti dai quartieri limitrofi, grazie ai servizi di eccellenza della Aldo Moro. Abbiamo già fatto richiesta all'Ufficio scolastico, che ci sta molto sostenendo, di poter fare un servizio scolastico curricolare prolungato anche al pomeriggio, almeno tre giorni a settimana, con il servizio mensa». Anche il Comune è stato coinvolto soprattutto sul fronte trasporti, che sono un po' problematici (vista anche la situazione di Amt) ma sui quali si sta lavorando. «Il segnale importante è che mettendo a terra le risorse e le idee si può invertire una tendenza che sembrava inarrestabile concludono Goggi e Casali - Quello che chiediamo a tutti gli enti, Comune e Regione soprattutto, è che non tutte le scuole possono essere considerate uguali. La nostra è una sfida strategica e speriamo di avere il supporto necessario. I risultati ci sono già: e anche i docenti oggi vedono questa scuola come un successo, come qualcosa di "nostro", di prezioso».
Alessandro Palmesino
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