“La forza viene dal cuore”: in Albania le ospiti della casa famiglia incontrano gli anziani in istituto

«La forza viene dal cuore: anche se siamo deboli, o anziani, insieme possiamo essere forti». Enkeleda, fino a poco fa viveva nell’ospedale psichiatrico di Elbasan, in Albania. Da novembre abita, insieme ad altre cinque donne che provengono dal manicomio, nella nuova casa famiglia “La luna e le stelle” inaugurata dalla Comunità di Sant’Egidio a Kavaje. I primi giorni di gennaio con le sue coinquiline ha organizzato un festa per gli anziani della “Shtëpia e të moshuarve” l’istituto per anziani che si trova accanto alla casa famiglia: dolci tipici cucinati in casa, musica, danze tradizionali, per la felicità – e la commozione – degli anziani. «Ci avete reso felici – ha spiegato Viktor, di 74 anni – speriamo che sia l’inizio di una nuova amicizia».

La festa nell’istituto per anziani è stata l’evento culminante di una settimana di solidarietà che ha coinvolto bambini, malati e disabili in diverse città dell’Albania. Una delegazione delle Comunità di Genova, Napoli, Pavia e Roma ha visitato le città albanesi di Tirana, Elbasan, Kavaje e Shenkoll incontrando bambini, malati mentali, disabili per allargare ancora il Natale senza confini di Sant’Egidio.

Commossa per la solitudine degli anziani L., che la solitudine la conosce bene per aver trascorso alcuni decenni in manicomio, offre a tutti i biscotti cucinato da lei. E, con le sue amiche, fa una promessa: “torneremo presto”.

Una famiglia larga come il mondo!

Circa 8800 persone sono state ospitate nei pranzi di Natale che la Comunità di Sant’Egidio di Genova ha allestito nei vari quartieri della città. Nel centro storico, a Molassana, a Begato, a Cornigliano, a Pra, al Cep a Sampierdarena, Albaro e negli istituti per anziani che Sant’Egidio visita tutto l’anno oltre che nelle carceri della regione e a Rapallo, Savona, Andora.Oltre 1500 i volontari che hanno deciso di trascorrere la giornata di Natale aiutando gli altri e in famiglia, una famiglia larga che abbraccia tutti, come si sente spesso dire dalle mamme con bambini invitate ai pranzi. Cristiani e musulmani insieme, in un giorno importante come quello del Natale, uniti da legami di amicizia coltivati in anni di conoscenza alla Scuola della Pace, alla scuola di italiano e per strada. Un pranzo per tutti: anziani, bambini, senza dimora, disabili, famiglie e nuovi europei.Un vero pranzo di Natale, dove tutto è curato nei minimi dettagli con il solo scopo di far trascorrere una festa serena a chi è da solo e ha bisogno di amicizia. Dal segnaposto con il nome degli invitati ai regali personalizzati, per far sentire ciascun invitato in famiglia. La Basilica della Santissima Annunziata, luogo di preghiera della Comunità di Sant’Egidio, ha ospitato al suo interno, come ogni anno, il pranzo di Natale. Il cardinale Bagnasco, presente all’Annunziata, ha ringraziato “per questa bella vicinanza che vedo in questa Basilica e che si svolge in tanti altri luoghi della nostra città. Oggi, che è Natale, la vedo in modo particolare ma so che continua lungo tutto l’anno nell’incontro con tante persone”. Si è unito ai saluto anche il sindaco di Genova Marco Bucci, che ha voluto ringraziare Sant’Egidio e “i tanti volontari che con la loro presenza sono un segno della nostra città che vuole essere sempre più solidale e accogliente”. E, in fondo, questa immagine di unità, in un mondo spesso diviso da muri e rancori, è stata l’immagine più autentica di questo Natale: “in un mondo difficile come il nostro – spiega il responsabile di Sant’Egidio a Genova, Andrea Chiappori – i pranzi di Natale rappresentano un segno di contraddizione, una speranza  e al tempo stesso una possibilità per tanti che non vogliono rassegnarsi ad un mondo pieno di solitudine e tristezza. Mettere i più deboli e fragili al centro è un bene per tutti”.