Più di tremila bambini in marcia per la Pace
- 20 apr
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Alla manifestazione di Sant’Egidio i ragazzi delle scuole: “troppi piccoli muoiono nelle guerre”
Più di tremila bambini e ragazzi in marcia nel centro di Genova per dire con forza basta alla guerra. Oltre cento classi di decine di scuole di tutta la provincia di Genova, dalle materne fino alle medie, hanno raccolto l’invito rivolto da Sant’Egidio, per il terzo anno, a scendere per le strade, ricordando i bombardamenti della seconda guerra mondiale che oltre ottant'anni fa sconvolsero proprio i palazzi e le case genovesi nel centro della città.
La marcia “Facciamo la pace?!”, che si è snodata tra il Porto Antico e piazza Matteotti, ha battuto il record di presenze dello scorso anno, anche in segno della crescente centralità del tema della pace in quello che gli organizzatori hanno definito “il tempo della forza”, in cui la violenza e la guerra diventano normali strumenti di risoluzione dei problemi.
Per le strade i bambini hanno portato striscioni, disegni e cartelloni, pieni di messaggi di pace, insieme a tanti cartelli colorati con i nomi di Iran, Libano, Gaza, Ucraina, Sudan e di tutte le terre segnate dai conflitti, anche se spesso dimenticate.
L'evento, patrocinato dal Comune e dall'Ufficio scolastico regionale, si è concluso in piazza Matteotti.
Qui la video testimonianza di Anna, 93 anni, ha raccontato ai bambini cosa è stato in Italia essere bambina sotto le bombe, vivere nei rifugi, vedere carri bestiame pieni di deportati disperati, ma anche la felicità del ritorno della pace e della normalità.
Mohammad, 28 anni, dall’Afghanistan è, invece, salito sul palco a testimoniare la sua esperienza di bambino cresciuto sotto le bombe, con il sogno della scuola. «La guerra toglie un pezzo di vita ogni giorno – ha detto rivolgendosi ai bambini – ma noi abbiamo una grande fortuna a vivere in pace e possiamo sognare la pace per tanti. Sono qui per chiedere il vostro aiuto e sognare insieme».
Alla fine della cerimonia, i bambini hanno consegnato simbolicamente un appello a consoli di diversi paesi del mondo con cui si sono impegnati a costruire la pace ogni giorno, a partire dal quotidiano: «oggi – ha proclamato dal palco Simone, un giovane per la pace di Sant’Egidio – sentiamo di essere la maggioranza. La maggioranza dei bambini e dei giovani è contro la guerra: ascoltateci. Perché la pace, come l’aria, è indispensabile. E non vogliamo più vivere in un mondo inquinato dalla guerra».
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