GUIDA DOVE MANGIARE, DORMIRE, LAVARSI 2020: per chi vive in strada e per chi cerca aiuto

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Aggiornata l’edizione della Guida “Dove mangiare, dormire, lavarsi“, che raccoglie tutte le indicazioni di servizi pubblici e privati indispensabili per chi si trova in stato di necessità.
La Guida è distribuita in copie tascabili alle persone senza dimora ed è disponibile in versione digitale per diverse città. È uno strumento utile anche per chi vuole aiutare.
L’edizione di Genova è dedicata a Pietro Magliocco, una delle prime persone conosciute della Comunità di Sant’Egidio durante il servizio serale a chi vive per strada. Dormiva alla stazione e morì per una polmonite. Aveva 57 anni. Il ricordo di tutti coloro che in questi anni sono morti per strada è portato avanti con questa guida perché nessuno muoia o sia abbandonato nella solitudine o nell’indifferenza.

“La forza viene dal cuore”: in Albania le ospiti della casa famiglia incontrano gli anziani in istituto

«La forza viene dal cuore: anche se siamo deboli, o anziani, insieme possiamo essere forti». Enkeleda, fino a poco fa viveva nell’ospedale psichiatrico di Elbasan, in Albania. Da novembre abita, insieme ad altre cinque donne che provengono dal manicomio, nella nuova casa famiglia “La luna e le stelle” inaugurata dalla Comunità di Sant’Egidio a Kavaje. I primi giorni di gennaio con le sue coinquiline ha organizzato un festa per gli anziani della “Shtëpia e të moshuarve” l’istituto per anziani che si trova accanto alla casa famiglia: dolci tipici cucinati in casa, musica, danze tradizionali, per la felicità – e la commozione – degli anziani. «Ci avete reso felici – ha spiegato Viktor, di 74 anni – speriamo che sia l’inizio di una nuova amicizia».

La festa nell’istituto per anziani è stata l’evento culminante di una settimana di solidarietà che ha coinvolto bambini, malati e disabili in diverse città dell’Albania. Una delegazione delle Comunità di Genova, Napoli, Pavia e Roma ha visitato le città albanesi di Tirana, Elbasan, Kavaje e Shenkoll incontrando bambini, malati mentali, disabili per allargare ancora il Natale senza confini di Sant’Egidio.

Commossa per la solitudine degli anziani L., che la solitudine la conosce bene per aver trascorso alcuni decenni in manicomio, offre a tutti i biscotti cucinato da lei. E, con le sue amiche, fa una promessa: “torneremo presto”.

Ricordando Tasnuba: “il male sembra invincibile, ma il bene è la forza di Dio”

19 giugno 2019

Martedì sera la Comunità di Sant’Egidio di Genova si è stretta in preghiera attorno alla famiglia di Tasnuba, una bambina di tre anni morta tragicamente alcuni giorni prima. Tasnuba – figlia di una famiglia bengalese immigrata ed integrata in città da molti anni e legata alla Scuola della Pace – è precipitata dalla finestra del suo appartamento, al terzo piano di un palazzo del centro storico genovese. Attorno al dolore di sua mamma, di suo padre e delle sue due sorelle si è subito stretto un abbraccio di solidarietà, che ha portato oltre cinquecento persone a pregare insieme nella basilica dell’Annunziata: oltre alla famiglia – grata della preghiera “che ci fa bene al cuore” – le maestre e i compagni di asilo e di scuola, parte della comunità bengalese del centro storico e tanti che hanno voluto condividere il dolore per questa notizia così dolorosa.
Padre Eugene Muhire, della Comunità di Sant’Egidio ha commentato il capitolo 31 del libro di Geremia raccogliendo le domande e le inquietudini di chi è vicino al dolore della famiglia di Tasnuba. «Di fronte ad un male così forte, che sembra quasi invincibile – ha spiegato – il nostro cuore si riempie di tristezza e di senso di ingiustizia. Il male è forte, in lotta contro il bene che invece è la forza di Dio, la forza dell’amore e della gioia. Vogliamo trovare in noi stessi le energie di amore e di bene, per combattere e sconfiggere il male e per accompagnare in questo momento la famiglia di Tasnuba».