Concerto per la Pace

Lunedì 23 marzo 2020
Inizio concerto ore 20
Genova, Teatro Carlo Felice

Filarmonica della Scala
Direttore, Riccardo Chailly

Programma:

Ludwig van Beethoven
Sinfonia n. 5 in do min. op. 67

Modest Musorgskij – Maurice Ravel
Quadri da un’esposizione

Evento promosso dalla Comunità di Sant’Egidio, a sostegno dei Corridoi Umanitari per far giungere in sicurezza profughi provenienti da zone di guerra

In un mondo su cui soffiano tragici venti di guerra, in cui la violenza attraversa i continenti, gli ambienti, i linguaggi, nessuno può sottrarsi alla responsabilità della costruzione della pace. Da molti anni la Comunità di Sant’Egidio contribuisce al lavoro per la mediazione dei conflitti, ad una cultura dell’incontro, all’educazione, alla pace dei giovani a Roma, Genova e in oltre settanta paesi del mondo. In particolare, mentre il Nord del mondo assiste alle migrazioni di donne e uomini che fuggono da guerre e miseria, questo concerto unisce al messaggio universale della grande musica il supporto concreto al progetto dei Corridoi Umanitari, che consentono a migranti in condizioni di fragilità di raggiungere l’Europa garantendo condizioni dignitose e rispetto del diritto e della sicurezza loro e di chi li accoglie.

Biglietti in vendita presso la Biglietteria del Teatro Carlo Felice:

Prezzi interi:
dalla Fila 1 alla fila 8 GOLD: Euro 95
dalla Fila 9 alla fila 17: Euro 70
dalla Fila  18 alla fila 32 e palchi C, D, E e F: Euro 55
Galleria dalla fila 3 alla fila 8: Euro 50
*Galleria Fila 1 e 2 e Balconate: Euro 30
*posti a ridotta visibilità

Riduzioni previste:
Over 60 pari a circa il 10%
Under 26  per i posti dalla fila 18 sino alle balconate
Disabili motori (quattro posti dedicati nei palchi C,D,E e F) pari a metà prezzo sull’intero
Disabili (disabilità del 75% riconosciuta dal Teatro) pari a metà prezzo sull’intero

Per gruppi scolastici il prezzo per gli studenti pari al prezzo UNDER 26 e per l’insegnante accompagnatore (ogni 15 studenti) un biglietto a 1 Euro.

Puoi acquistare i biglietti online qui:

https://www.vivaticket.it/ita/event/concerto-per-la-pace/146330

https://www.happyticket.it/genova/acquista-biglietti/161730-4-2339-concerto-per-la-pace.htm

Per informazioni:
Teatro Carlo Felice
Passo E. Montale 4 – Genova
tel 0105381224-226

Filarmonica della Scala: https://www.filarmonica.it/concerti.php?id=1794&lang=it

Teatro Carlo Felice: https://www.carlofelicegenova.it/2020/01/15/concerto-per-la-pace/

“L’amicizia fa novanta”. Poveri genovesi e “nuovi italiani”: una tombolata per abbattere ogni muro

Il 6 gennaio, la sala Frate Sole nei locali della Basilica dell’Annunziata a Genova si è addobbata a festa ed ha accolto tanti poveri e anziani del Centro Storico della città per una grande tombolata all’insegna dell’amicizia. A idearla e prepararla i giovani della Comunità di Sant’Egidio, genovesi e “nuovi genovesi”, insieme, per abbattere ogni muro. “Quando sono partito dalla Libia, non sapevo dove sarei arrivato. Poi qua a Genova, con Sant’Egidio, ho trovato una famiglia” – spiega Khalifa a un giornalista. Una famiglia che si riunisce per le feste e che mette al centro chi è più povero e solo.
Alla Tombola c’è Piero, anziano genovese che abita a due passi dal luogo della festa, ma ha troppi dolori per potersi muovere da solo, Lorenzo e Khalifa lo accompagnano fino a casa e lui non smette di ringraziarli. Questa festa è stata una vera boccata di ossigeno.
Alla festa partecipa anche la Befana, che porta una calza piena di dolci a tutti i bambini presenti.
Tutti escono dalla sala con un premio della Tombola ma, soprattutto, con la gioia di aver passato una giornata in famiglia.
In questi anni, tanti ragazzi in arrivo dall’Africa si sono uniti ai giovani genovesi di Sant’Egidio, riscoprendosi amici e fratelli. In un tempo di muri e divisioni, questi ragazzi Cristiani e Musulmani si sono ricavati uno spazio, per riflettere e parlare insieme, lasciando da parte ciò che divide per mettere al centro ciò che unisce. Riflettendo sul documento sulla Fratellanza Umana firmato da Papa Francesco e il grande Imam di Al-Azhar Al-Tayyib è nata un’amicizia più forte e profonda, ma anche la volontà di coinvolgere tanti in questa amicizia, partendo da chi è più povero. Così è nata l’idea della tombolata, un momento per stare insieme, perché anche chi è più solo sentisse il calore di una famiglia che fa guardare al futuro con speranza.

“Non si ottiene la pace se non la si spera”

marcia-per-la-pace

La Siria e la Somalia. La Libia e l’Ucraina. Ma anche le grandi città colpite da una violenza diffusa e il dramma dei profughi in fuga dai conflitti. Saranno tanti i luoghi e le situazioni che verranno ricordati mercoledì primo gennaio, nella celebrazione con il cardinale Angelo Bagnasco e nella marcia in occasione della 53° Giornata mondiale della Pace che riunirà cristiani e credenti di tutte le religioni, uomini e donne di buona volontà.
Papa Francesco farà risuonare, nel messaggio che verrà proclamato il primo giorno del 2020 da piazza San Pietro, e che ha per tema “La pace come cammino di speranza”, la sua visione della pace fondata sul dialogo, la riconciliazione e quella che il Pontefice chiama “conversione ecologica”.
“Non si ottiene la pace se non la si spera”, spiegherà il Papa nel messaggio da piazza San Pietro. E per sostenere le parole e le azioni di pace del Vaticano scenderanno in piazza tanti, convocati da Sant’Egidio a Genova, Roma e in oltre 900 città di tutti i continenti: italiani e immigrati, giovani ed anziani, testimoniando i tanti luoghi in cui si può lavorare per il dialogo e la riconciliazione anche nelle città dell’Europa in pace.

Come partecipare:

A Genova l’appuntamento è mercoledì 1 gennaio 2020, alle 15:15 nella basilica dell’Annunziata, con testimonianze degli Scout Agesci e della Comunità di Sant’Egidio e una riflessione del cardinale Angelo Bagnasco. Alle 16:00 partirà la marcia per la pace da piazza della Nunziata per le vie del centro antico fino a piazza San Lorenzo (h. 17:15).

Una famiglia larga come il mondo!

Circa 8800 persone sono state ospitate nei pranzi di Natale che la Comunità di Sant’Egidio di Genova ha allestito nei vari quartieri della città. Nel centro storico, a Molassana, a Begato, a Cornigliano, a Pra, al Cep a Sampierdarena, Albaro e negli istituti per anziani che Sant’Egidio visita tutto l’anno oltre che nelle carceri della regione e a Rapallo, Savona, Andora.Oltre 1500 i volontari che hanno deciso di trascorrere la giornata di Natale aiutando gli altri e in famiglia, una famiglia larga che abbraccia tutti, come si sente spesso dire dalle mamme con bambini invitate ai pranzi. Cristiani e musulmani insieme, in un giorno importante come quello del Natale, uniti da legami di amicizia coltivati in anni di conoscenza alla Scuola della Pace, alla scuola di italiano e per strada. Un pranzo per tutti: anziani, bambini, senza dimora, disabili, famiglie e nuovi europei.Un vero pranzo di Natale, dove tutto è curato nei minimi dettagli con il solo scopo di far trascorrere una festa serena a chi è da solo e ha bisogno di amicizia. Dal segnaposto con il nome degli invitati ai regali personalizzati, per far sentire ciascun invitato in famiglia. La Basilica della Santissima Annunziata, luogo di preghiera della Comunità di Sant’Egidio, ha ospitato al suo interno, come ogni anno, il pranzo di Natale. Il cardinale Bagnasco, presente all’Annunziata, ha ringraziato “per questa bella vicinanza che vedo in questa Basilica e che si svolge in tanti altri luoghi della nostra città. Oggi, che è Natale, la vedo in modo particolare ma so che continua lungo tutto l’anno nell’incontro con tante persone”. Si è unito ai saluto anche il sindaco di Genova Marco Bucci, che ha voluto ringraziare Sant’Egidio e “i tanti volontari che con la loro presenza sono un segno della nostra città che vuole essere sempre più solidale e accogliente”. E, in fondo, questa immagine di unità, in un mondo spesso diviso da muri e rancori, è stata l’immagine più autentica di questo Natale: “in un mondo difficile come il nostro – spiega il responsabile di Sant’Egidio a Genova, Andrea Chiappori – i pranzi di Natale rappresentano un segno di contraddizione, una speranza  e al tempo stesso una possibilità per tanti che non vogliono rassegnarsi ad un mondo pieno di solitudine e tristezza. Mettere i più deboli e fragili al centro è un bene per tutti”.