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“L’amicizia fa novanta”. Poveri genovesi e “nuovi italiani”: una tombolata per abbattere ogni muro

Il 6 gennaio, la sala Frate Sole nei locali della Basilica dell’Annunziata a Genova si è addobbata a festa ed ha accolto tanti poveri e anziani del Centro Storico della città per una grande tombolata all’insegna dell’amicizia. A idearla e prepararla i giovani della Comunità di Sant’Egidio, genovesi e “nuovi genovesi”, insieme, per abbattere ogni muro. “Quando sono partito dalla Libia, non sapevo dove sarei arrivato. Poi qua a Genova, con Sant’Egidio, ho trovato una famiglia” – spiega Khalifa a un giornalista. Una famiglia che si riunisce per le feste e che mette al centro chi è più povero e solo.
Alla Tombola c’è Piero, anziano genovese che abita a due passi dal luogo della festa, ma ha troppi dolori per potersi muovere da solo, Lorenzo e Khalifa lo accompagnano fino a casa e lui non smette di ringraziarli. Questa festa è stata una vera boccata di ossigeno.
Alla festa partecipa anche la Befana, che porta una calza piena di dolci a tutti i bambini presenti.
Tutti escono dalla sala con un premio della Tombola ma, soprattutto, con la gioia di aver passato una giornata in famiglia.
In questi anni, tanti ragazzi in arrivo dall’Africa si sono uniti ai giovani genovesi di Sant’Egidio, riscoprendosi amici e fratelli. In un tempo di muri e divisioni, questi ragazzi Cristiani e Musulmani si sono ricavati uno spazio, per riflettere e parlare insieme, lasciando da parte ciò che divide per mettere al centro ciò che unisce. Riflettendo sul documento sulla Fratellanza Umana firmato da Papa Francesco e il grande Imam di Al-Azhar Al-Tayyib è nata un’amicizia più forte e profonda, ma anche la volontà di coinvolgere tanti in questa amicizia, partendo da chi è più povero. Così è nata l’idea della tombolata, un momento per stare insieme, perché anche chi è più solo sentisse il calore di una famiglia che fa guardare al futuro con speranza.

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