Quell’elemosina che unisce Musulmani e Cristiani

Le moschee di Genova e Sant’Egidio insieme per sostenere gli anziani soli

Poche ore dopo l’inizio dell’emergenza covid-19, l’Imam prende il telefono e chiama “il maestro Claudio”. Non parlano molto, ma un concetto è chiaro: «dobbiamo fare qualcosa». L’imam è Mustapha Mohammed Garib, responsabile del Centro islamico di via Prè, uno dei più attivi nella Centro storico genovese. E “il maestro Claudio” è Claudio Bagnasco, storico insegnante volontario della Scuola di Lingua e Cultura Italiana della Comunità di Sant’Egidio, che ha insegnato l’italiano a generazioni di immigrati in città. Già a marzo, la Comunità Islamica genovese – in particolar modo la Moschea di via Prè e il centro Assal del Campasso – si è attivata attraverso raccolte alimentari per il sostegno dei più fragili. Il cibo è stato consegnato in queste settimane al Centro Genti di Pace di Sant’Egidio. «Dicci cosa serve agli anziani» ha chiesto l’imam Garib, commosso di fronte alla strage dei vecchi italiani. E così donne e uomini marocchini ed egiziani si sono mobilitati per raccogliere latte, formaggini, caffè, zucchero, brioche, frutta e carne fresca. E, da quell’esperienza, per celebrare l’inizio del mese santo del Ramadan con un gesto di elemosina, la comunità islamica ha attivato un centro di distribuzione nella città vecchia che sostiene circa 150 persone a settimana. «Quella tra Sant’Egidio e la Comunità Islamica di Genova è un’amicizia che dura da più di 30 anni – racconta Claudio Bagnasco – fatta di vicinanza umana e spirituale, ma anche di solidarietà concreta, che ci aiuta a costruire una città plurale, unita, capace di affrontare il futuro». Anche la comunità islamica è stata colpita duramente dalle conseguenze della pandemia, con l’impossibilità delle esequie, la difficoltà economiche di tanti, e il mese del digiuno arriva in un tempo così difficile. «Sarà un Ramadan diverso – spiega Mustapha Garib – ma continueremo a pregare nelle nostre case per tutti e affinché la pandemia finisca. L’Italia è forte, ha dato in passato una mano a tutti. È un momento in cui ci vuole pazienza e in cui nella coscienza di tutti deve rimanere un’idea di solidarietà e aiuto reciproco». Uniti nella preghiera e nella solidarietà, anche da Sant’Egidio a tutti gli amici musulmani, gli auguri per l’inizio del mese benedetto di Ramadan: Ramadan Kareem!

Il contagio della solidarietà

Raccolta pacchi alimentari a Coronata

Nel tempo del Coronavirus, tempo di distanze e per molti anche di isolamento, le energie di bene non si fermano. La distanza fisica lascia spazio a una “vicinanza umana” in grado di accorgersi del bisogno degli altri e al tempo stesso di trovare soluzioni creative e concrete di aiuto.

Questo è quello che ha vissuto Ilham. Lei, giovane donna nata in Marocco e accolta in Italia quando era piccola, ha sentito il bisogno di dare il proprio contributo e non restare indifferente di fronte al bisogno degli anziani e di quanti oggi cercano un sostegno.

Raccolta pacchi alimentari a Coronata

Ma le energie di bene non nascono mai per caso, sono frutto di amicizie cresciute nel tempo e legami di fratellanza. Una fratellanza davvero “universale” , capace di unire -in questo caso – cristiani e musulmani.

Ilham questo lo vive da moltissimi anni, nell’amicizia con noi, giovani della Comunità di Sant’egidio, un’amicizia fatta di incontri personali, visite agli anziani dell’istituto San Raffaele. E poi la scuola della pace, che suo figlio frequenta da sempre.

Raccolta pacchi alimentari a Coronata

Oggi Ilham ha deciso di aprire le porte del suo negozio di parrucchiera, ormai punto di riferimento nel quartiere di Coronata, per organizzare una distribuzione alimentare e rispondere al bisogno di tanti. Un pacco ricco, in cui non mancano cioccolatini, per augurare – anche in questo tempo – buona Pasqua ai bambini chiusi in casa. Una lista con i nomi accuratamente compilata e un sorriso colmo di affetto e simpatia umana. Questi gli ingredienti della distribuzione alimentare che ha visto consegnare 30 pacchi e regalare una luce di speranza in questo tempo incerto.

Raccolta pacchi alimentari a Coronata

Le energie di bene si contrappongono al virus perché in grado di generare un “contagio” positivo: dall’amico fruttivendolo pakistano che dona parte della sua frutta e verdura per la raccolta, alle due signore del palazzo che, affacciandosi dal balcone e vedendo quello che stava accadendo, sono scese per donare quanto avevano in casa, condividendo il sorriso di chi sente di aver fatto la propria parte.

Oggi scopriamo ancora una volta e con più chiarezza quanto costruire ponti e intrecciare legami di amicizia siano il futuro e la strada da seguire.

Rimborso biglietto concerto per la Pace

Ad un mese dall’annullamento del Concerto per la Pace – previsto il 23 marzo 2020 – a causa della chiusura del Teatro Carlo Felice per la pandemia in corso, si informa che il rimborso dei biglietti acquistati non è ancora possibile in quanto il Teatro è ancora chiuso e non si conosce ancora la data della sua riapertura.

Per coloro che ci hanno espresso il desiderio di rinunciare al rimborso del biglietto a favore della Comunità e delle finalità per cui era stato promosso il concerto, possono inviare una mail a biglietteria@carlofelice.it e, p.c., a amministrazione@santegidioliguria.org esprimendo la propria intenzione di rinunciare al rimborso del biglietto acquistato per il Concerto per la Pace del 23 marzo 2020 a favore della Comunità di Sant’Egidio Liguria.

Cogliamo l’occasione per ribadire che è nostra ferma intenzione riproporre l’evento nella prossima stagione e a questo proposito abbiamo ricevuto ampia disponibilità di collaborazione da parte della Filarmonica della Scala e del Teatro Carlo Felice.