GUIDA DOVE MANGIARE, DORMIRE, LAVARSI 2020: per chi vive in strada e per chi cerca aiuto

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Aggiornata l’edizione della Guida “Dove mangiare, dormire, lavarsi“, che raccoglie tutte le indicazioni di servizi pubblici e privati indispensabili per chi si trova in stato di necessità.
La Guida è distribuita in copie tascabili alle persone senza dimora ed è disponibile in versione digitale per diverse città. È uno strumento utile anche per chi vuole aiutare.
L’edizione di Genova è dedicata a Pietro Magliocco, una delle prime persone conosciute della Comunità di Sant’Egidio durante il servizio serale a chi vive per strada. Dormiva alla stazione e morì per una polmonite. Aveva 57 anni. Il ricordo di tutti coloro che in questi anni sono morti per strada è portato avanti con questa guida perché nessuno muoia o sia abbandonato nella solitudine o nell’indifferenza.

L’altro lato delle migrazioni. Mario Giro racconta la “Global Africa”

Mario Giro è docente di relazioni internazionali. Già viceministro degli Affari esteri e responsabile delle relazioni internazionali della Comunità di Sant’Egidio. Esperto in mediazioni e facilitazioni nei conflitti armati, cooperazione internazionale e sviluppo, Africa, Medio Oriente e America Latina.

Nel volume Giro racconta l’immigrazione da un punto di vista nuovo – quello di chi parte – analizzando le problematiche e le motivazioni alla base dei flussi migratori provenienti dal continente Africano.

Interverranno con l’autore Luca Borzani, direttore de “La Città”, Francesco Surdich, storico, e Brando Benifei, eurodeputato.
Modera Francesca Forleo.

Venerdì 17 Gennaio alle 17:30 presso la Sala Quadrivium (piazza Santa Marta, 2) Mario Giro presenterà il suo ultimo libro Global Africa – La nuova realtà delle migrazioni: il volto di un continente in movimento (Guerini e Associati).

“L’amicizia fa novanta”. Poveri genovesi e “nuovi italiani”: una tombolata per abbattere ogni muro

Il 6 gennaio, la sala Frate Sole nei locali della Basilica dell’Annunziata a Genova si è addobbata a festa ed ha accolto tanti poveri e anziani del Centro Storico della città per una grande tombolata all’insegna dell’amicizia. A idearla e prepararla i giovani della Comunità di Sant’Egidio, genovesi e “nuovi genovesi”, insieme, per abbattere ogni muro. “Quando sono partito dalla Libia, non sapevo dove sarei arrivato. Poi qua a Genova, con Sant’Egidio, ho trovato una famiglia” – spiega Khalifa a un giornalista. Una famiglia che si riunisce per le feste e che mette al centro chi è più povero e solo.
Alla Tombola c’è Piero, anziano genovese che abita a due passi dal luogo della festa, ma ha troppi dolori per potersi muovere da solo, Lorenzo e Khalifa lo accompagnano fino a casa e lui non smette di ringraziarli. Questa festa è stata una vera boccata di ossigeno.
Alla festa partecipa anche la Befana, che porta una calza piena di dolci a tutti i bambini presenti.
Tutti escono dalla sala con un premio della Tombola ma, soprattutto, con la gioia di aver passato una giornata in famiglia.
In questi anni, tanti ragazzi in arrivo dall’Africa si sono uniti ai giovani genovesi di Sant’Egidio, riscoprendosi amici e fratelli. In un tempo di muri e divisioni, questi ragazzi Cristiani e Musulmani si sono ricavati uno spazio, per riflettere e parlare insieme, lasciando da parte ciò che divide per mettere al centro ciò che unisce. Riflettendo sul documento sulla Fratellanza Umana firmato da Papa Francesco e il grande Imam di Al-Azhar Al-Tayyib è nata un’amicizia più forte e profonda, ma anche la volontà di coinvolgere tanti in questa amicizia, partendo da chi è più povero. Così è nata l’idea della tombolata, un momento per stare insieme, perché anche chi è più solo sentisse il calore di una famiglia che fa guardare al futuro con speranza.

“La forza viene dal cuore”: in Albania le ospiti della casa famiglia incontrano gli anziani in istituto

«La forza viene dal cuore: anche se siamo deboli, o anziani, insieme possiamo essere forti». Enkeleda, fino a poco fa viveva nell’ospedale psichiatrico di Elbasan, in Albania. Da novembre abita, insieme ad altre cinque donne che provengono dal manicomio, nella nuova casa famiglia “La luna e le stelle” inaugurata dalla Comunità di Sant’Egidio a Kavaje. I primi giorni di gennaio con le sue coinquiline ha organizzato un festa per gli anziani della “Shtëpia e të moshuarve” l’istituto per anziani che si trova accanto alla casa famiglia: dolci tipici cucinati in casa, musica, danze tradizionali, per la felicità – e la commozione – degli anziani. «Ci avete reso felici – ha spiegato Viktor, di 74 anni – speriamo che sia l’inizio di una nuova amicizia».

La festa nell’istituto per anziani è stata l’evento culminante di una settimana di solidarietà che ha coinvolto bambini, malati e disabili in diverse città dell’Albania. Una delegazione delle Comunità di Genova, Napoli, Pavia e Roma ha visitato le città albanesi di Tirana, Elbasan, Kavaje e Shenkoll incontrando bambini, malati mentali, disabili per allargare ancora il Natale senza confini di Sant’Egidio.

Commossa per la solitudine degli anziani L., che la solitudine la conosce bene per aver trascorso alcuni decenni in manicomio, offre a tutti i biscotti cucinato da lei. E, con le sue amiche, fa una promessa: “torneremo presto”.